I MINI BOND - Il decreto destinazione Italia

La difficile situazione delle PMI italiane
Il Decreto 'Destinazione Italia' approvato dal Consiglio dei Ministri in data 13 dicembre 2013, ha introdotto nuove misure per agevolare le operazioni di finanziamento a favore delle PMI. La legge di conversione del Decreto è stata approvata in via definitiva il 19 Febbraio 2014

Il servizio normativa dell'IVASS ha pubblicato una nota che illustra le modifiche pianificate al Regolamento 36/2011 per dare attuazione al Decreto. E' stata prevista la creazione di due nuove classi di investimenti (A1.2d e A1.9) che includono anche i minibond e gli ABS di minibond, mentre alla sezione A5 ("Investimenti Alternativi") verrà introdotto un aumento del limite previsto come soglia di concentrazione in un unico fondo dall'1% al 3%, nel caso in cui si tratti di fondi che investono in obbligazioni e cartolarizzazioni disciplinati dal Decreto.
Ulteriori agevolazioni
  • Viene rimodulata in senso agevolativo la fiscalità indiretta sui finanziamenti garantiti (ipoteche, pegni su azioni, su quote di Srl, su inventario e su proprietà intellettuale), bancario e non
  • Viene estesa la possibilità di costituire un privilegio speciale (precedentemente previso solo per i finanziamenti bancari), anche a garanzia dei titoli obbligazionari
  • Viene disapplicata la ritenuta d'acconto sui proventi corrisposti anche per le obbligazioni non quotate detenute da fondi obbligazionari chiusi detenuti da investitori qualificati, realizzando l'obiettivo di rendere fiscalmente neutro l'intervento di tali fondi
  • Viene data possibilità data al Fondo di Garanzia per le PMI (ex legge 662/96) di concedere garanzie a favore di SGR che, per conto dei fondi da esse gestiti, sottoscrivano i minibond, sia a fronte di singole operazioni di sottoscrizione di obbligazioni sia di portafogli di operazioni
Misure finalizzate a facilitare ulteriormente l'utilizzo dei nuovi strumenti
  • Accrescere la diffusione delle obbligazioni, dei relativi titoli cartoralizzati, nonché delle quote dei fondi che investono prevalentemente in tali obbligazioni, nei portafogli degli investitori istituzionali, rendendoli ammissibili come attivi a copertura delle riserve tecniche delle imprese di assicurazione e compatibili con le disposizioni in materia di limiti di investimento per i fondi previdenziali
  • Rivitalizzare le cartolarizzazioni, semplificando le relative procedure (ad esempio, viene meno la necessità di cessione in blocco dei crediti) ed estendendo l'applicazione della specifica disciplina anche alle operazioni aventi ad oggetto le obbligazioni e i titoli similari, con l'effetto atteso di consentire la creazione di nuovi veicoli di investimento operanti come sottoscrittori di tali obbligazioni
  • Includere tra le attività idonee come garanzia delle obbligazioni collateralizzate emesse dalle banche (complementare ai "covered bonds") anche le obbligazioni societarie detenute e i crediti alle PMI

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